Home Un libro in quindici giorni LUCA BIANCHINI - SIAMO SOLO AMICI

LUCA BIANCHINI - SIAMO SOLO AMICI

5 APRILE 2019

 

Due persone che più diverse non potrebbero. Giacomo portiere d’albergo e Rafael, portiere di calcio. Veneziano uno, brasiliano l’altro. Il primo, elegante e discreto, solo, quasi cinquantenne, alla perenne ricerca del vero amore. L’altro, venticinquenne, che dell’amore invece ha esperienze ormai persino datate malgrado la giovane età. Per farla breve, sono accomunati da ricordi che preferirebbero archiviare in un file inaccessibile della memoria. Si trovano a Venezia, l’incontro avviene proprio nella hall dell’hotel, e danno vita ad un’amicizia immediata, scoppiettante, due opposti che s’attraggono in maniera irresistibile. Come se la schiva riservatezza del primo scateni colla brillante esuberanza del secondo una scintilla vitale, che possa far del bene ad entrambi.

A ben vedere esistono anche punti di contatto. Il senso doloroso di precarietà, la sensazione di quel qualcosa d’oscuro che ti ammorba l’esistenza nei momenti più impensati, l’incompletezza inspiegabile, tanto irrazionale dall’apparire, talvolta, persino affettata, quasi una civetteria. E’ l’inerzia, invece, di non sapere determinare gli eventi, bensì la rassegnazione ad accettarli, naturalmente maturata, in entrambi i casi, in anni di accecanti frustrazioni. L’affetto e la comunione leniscono le ferite, mai come in questo momento, e i due traggono lampanti benefici dalla reciproca frequentazione. Non che le donne siano, peraltro, assenti dal mondo dei due portieri.

A scoordinare le direttive in apparenza solide d’un legame affettivo di questo genere, non può che intervenire il genere femminile. Non bastano le storie sbarellate dalle quali la strana coppia scappa: per Giacomo, una bionda svampita e benestante torinese, Elena, e per Rafael Regina, protagonista di notti brasiliane in discoteca. Ne sopraggiungono altre, una per uno, senza litigarci per fortuna, ossia Frida e Tamara. La prima fa la mignotta, o meglio l’elegante escort in un pied-a terre ai margini della laguna, che ha preso Giacomo in simpatia, tanto da riceverlo ad orari fissi ogni mercoledì e fargli lo sconto. La quarta donna, Tamara, commessa in un pub, si trova a lavorare gomito a gomito con Rafael e pian piano ad affezionarsene. Quello che è strano semmai, è che il tombeur de femme sudamericano si lasci abbindolare da un tipo in apparenza così poco significativo, a parte gli irricevibili indumenti che indossa, d’un kitsch orrendo, dalla lacrima facile e impressionabile come un bambino.

Insomma, a partire da simili premesse, è pressoché naturale che per l’intera durata del romanzo, poco meno di trecento pagine, la trama si dipani con toni da soap opera, o appena leggermente più elevati grazie alla capacità dell’autore d’intrecciare abilmente le varie storie, inserendovene poi un buon numero di colpi di scena, come quello principale, dell’ultimo capitolo. In effetti, la narrazione scivola leggera come una piuma e rosea come la gazzetta, e non mancherà di far la felicità dei cuori sensibili, allevati a pane e Casati Modigliani e in prima fila per i filmoni strappalacrime tipo Inda Lindstrom. Non contribuisce a rendere più piacevole una lettura costantemente dolciastra e appiccicaticcia, il continuo ricorrere a citazioni di canzoni del presente e passato recente, nel tentativo forse di attualizzare personaggi che ricalcano stereotipi di love comedy vecchi di decenni per non dire di secoli.

Diciamo poi che l’autore s’è preservato un triplo salto mortale per passare dal penultimo all’ultimo capitolo, transitando senza via di mezzo da un tran-tran sdolcinato e sospiroso a un reale, radicale, estremo mutamento, di direzione narrativa, umore e clima. E non è detto che faccia del tutto bene; talmente radicale ed estremo, appunto, è il passo, che diventa difficile da metabolizzare per un occhio e un cuore abituato alla dolcezza del mellifluo. Tra drammaticità improvvise alternate a un costante senso di comicità, il tutto immerso in una comunque rassicurante patina di sentimento. “Siamo solo amici” offre esattamente quanto uno possa aspettarsi da un titolo del genere, e vi sorprenderete a considerare che, appena un’ora o due dopo aver terminato la lettura, di essa vi resterà in genere ben poco.




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