Home Un libro in quindici giorni GIORGIO SCERBANENCO - AL MARE CON LA RAGAZZA

GIORGIO SCERBANENCO - AL MARE CON LA RAGAZZA

15 FEBBRAIO 2019

 

Simona sono due ragazzini di periferia. I classici ragazzini vicini di casa, dispersi in palazzoni illimitati e identici che toccano cieli grigi e spugnosi d’avvilimento vitale. Non hanno nulla, ma non lo sanno; sin da quando sono sui banchi di scuola sanno d’appartenere l’uno all’altra e forse questo a loro basta. Non per sempre però. Quando i due iniziano a crescere, e i sogni ad ingrandirsi, e con essa la percezione della miseria che li avvolge, ecco lo scoramento e la scontentezza farsi avanti ad ingrigire ulteriormente, fino ad incattivirle, le loro giornate. Tanto, da trasformarsi in cattivi, talvolta tragici,  consiglieri. Il sogno dei due adolescenti è quello, come per milioni di altri, di vedere il mare, un sogno irraggiungibile. A meno che. A meno che il miglior amico di Duilio, Innocenzo, che lavora in un’officina, non s’offri di dar loro una mano. Che ci vuole? Basta rubare nell’officina dove Innocenzo lavora – ovviamente il buon consigliere ha il suo bel tornaconto – e i fondi si recuperano. Peccato il piano d’Innocenzo non tenga in debito conto la prontezza di riflessi del suo datore di lavoro, il quale, annusato il pericolo, afferra uno schioppo e ne vuota il caricatore sui due ragazzi in fuga precipitosa dal garage.

 

Tutto succede subito, così, dopo appena una trentina di pagine. E da quel momento che il lettore si chiede, come potrà Scerbanenco riempire le circa duecento pagine mancanti. Magari introducendo un personaggio in apparenza estraneo, come la borghese ed infelice Edoarda, che invece sta in centro e attraversa la classica crisi esistenziale da trentenne. Legata all’amore impossibile per Ernesto, che invece è legato alla sorella, disabile, perennemente ammalata, costantemente bisognosa di cure, che ne approfitta per avviluppare a sé il fratello anche oltre l’effettiva necessità. Ernesto non ha quasi tempo di presenziare nella società che dirige, figuriamoci aderire alle lamentose richieste amorose di Edoarda.  Non vi sono molti altri personaggi in realtà, ma questi tre riempiono la scena in modo eccellente. La vicenda si sposta, da un punto all’altro del nord Italia, e si inerpica poi su sentieri avventurosi ed impensabili, non appena i due poli che reggono il romanzo  - quello dei ragazzi poveri e quello della borghese depressa - vengono a contatto.

 

 

Quello che succede val la pena d’esser letto. Io non conoscevo Scerbanenco, e forse l’idea di leggerlo non m’attraeva più di tanto, in fondo la sua è stata una produzione tanto vasta quanto merceologicamente eterogenea, per certi versi mal assemblata, sostanzialmente giallistica e romanzi d’amore, ma sbagliavo. In “Al mare con la ragazza”, le peculiarità del thriller sono scoperte sin dall’inizio, e s’ampliano col trascorrere delle pagine di commovente introspezione psicologica, come se l’incontro tra le due anime che contraddistingue la seconda parte dell’opera sia il più auspicabile e miracoloso possibile per risollevare due vite agli sgoccioli, e l’autore è grandioso nel dar palpitante seguito e sviluppo logico a tutto ciò.

Soprattutto se si considera che proprio nelle ultime pagine l’autore distilla finali consequenziali, che ognuno immagina di poter prevedere e gestire prima di arrivare all’incrocio successivo e ricredersi. Duilio attraversa in pochi mesi una crescita dolorosa, Edoarda raggiunge una consapevolezza insperata, e non è detto che questo li conduca alla serenità, anzi, potrebbe essere la fine definitiva dell’innocenza e Scerbanenco è maestro nel lasciare nel dubbio il lettore, che invano si chiederà quanto l’epilogo della vicenda potrà influire sulla psiche e sull’incerto futuro dei personaggi coinvolti

La narrazione è scorrevolissima, e la troverete appropriatamente crudele in alcune situazioni, dove la tragedia s’accanisce su una psiche debole e provata. Ma gli intrecci sono affascinanti ed ingegnosi, non c’è una sola pagina che scada nella prevedibilità o nello splatter a buon mercato. Da leggere? Ma certo. Molti bravi scrittori di oggi del genere, da Ammaniti a Perissinotto, pagano tributo cospicuo alla maestria di quest’autore.