Home Un libro in quindici giorni CLAUDIO PIERSANTI - LUISA E IL SILENZIO

CLAUDIO PIERSANTI - LUISA E IL SILENZIO

31 OTTOBRE 2018

 

Quando la tua vita scorre automatica da anni e anni di collaudata abitudine, capita di trovarsi proiettati alla pensione senza che ci se ne renda conto. E’ quello che più o meno capita a Luisa, una capocontabile che ha trascorso qualche decennio della propria vita negli uffici d’una società commerciale.

Molto ben considerata sul lavoro, energica e decisa ma anche umana, ottiene facilmente la considerazione, ma non l’affetto, dei colleghi, coi quali non condivide nulla al di fuori dell’ambito professionale. La stima dei superiori è altissima: il presidente assegna solo a lei, la tenuta dei suoi conti personali, da cui non filtrerà mai la minima smagliatura. Luisa vive sola, dopo la morte dei genitori e la fine della storia pluridecennale con Bruno.

Nel momento in cui parte il romanzo, Luisa sta affrontando gli ultimi periodi di lavoro prima della pensione. L’idea di smettere di lavorare non le lascia nessuna sensazione particolare: lo considera un semplice momento della vita, come ogni altro. Non soffre nemmeno particolarmente di solitudine, sempre per quell’acuminato senso fatalista che mantiene da sempre.

Eppure qualcosa inizia a girare storto. Nella sua esistenza ordinaria, del tutto indegna di nota, s’infiltrano negativa inaspettate, il cui eco si diffonde nei locali sgombri delle sue giornate domestiche. Arrivano telefonate anonime, che lei dapprima attribuisce al suo ex. Dal cortile sottostante giungono, sempre più sguaiati e rumorosi, i rombi delle moto dei giovinastri perditempo del bar. Di notte, le capita di svegliarsi e percorrere i brevi sentieri di casa senza motivo, mentre nella penombra gli oggetti e le suppellettili assumono un’aria sempre più sinistra.. Eppure non che le dispiaccia, la vita della pensionata. Deve solo cercare di amalgamarla con la propria solitudine, che comunque non svende ad ogni costo, come si denota nel momento in cui  arginando gli attacchi di una parente fastidiosa e invadente, le si nega con ostinazione e tenacia. Tende a rientrare nel passato ormai remoto e chiuso, immaginando leziosamente, ad esempio, come sarebbe stata la vita se Bruno non se ne fosse andato e magari avessero avuto dei figli.

Fino alla scoperta del primo bubbone sotto l’ascella, e alla sua sorprendente reazione, che non è quella che uno potrebbe aspettarsi, ma come, sto iniziando adesso a godermi I frutti d’una intera vita di lavoro, e invece di un lungo periodo di svago e serenità…anzi. Luisa decide di esplorare la nuova tappa della sua esistenza, bubbone compreso, da osservatrice neutrale, quasi non la riguardasse, senza muovere un dito al riguardo.

 

La prosa di Piersanti, in quello che viene considerato il punto più alto della sua prosa, insieme forse al “Ritorno a casa di Enrico Metz” è incredibilmente asettica. Racconta la discesa dell’essere umano verso la consapevolezza nichilista, l’insensibile accettazione della propria fine, senza alcun tipo particolare di sofferenza.

Lo fa senza enfasi, senza punte di isterismo emozionale, tanto meno, appunto, da parte della protagonista.

Quasi inducendo il lettore a sospettare un crollo finale che non arriverà, a ragionare magari su sintomi di pazzia latente derivati dallo shock dell’inattesa e ferale notizia, invece la vita di Luisa procede senza sbalzi, come un viaggio che appropinqua la tappa finale senza scossoni di sorta, con fatalismo distante.

Quali le ragioni che possano indurre Luisa ad optare per un simile comportamento, Piersanti non dissemina indizi a proposito; con la sua scrittura razionale ed asciutta rende però, il che non è opera da poco, l’opzione estrema scelta da Luisa verosimile e persino accettabile. “Luisa e il silenzio” è romanzo da leggere senza amarezza nè pregiudizio, una narrazione che non lascia miasmi dolorosi o dispiacenti; è probabilmente una prosa crudele, d’una determinazione spaventevole, ma discreto e, da non sottovalutare, sorretto da una fede incrollabile. Un’opera grande, nascosta negli scaffali delle librerie che devono anteporvi la biografia del campione di calcio o la nuova raccolta di ricette della showgirl del momento.