Home Un libro in quindici giorni LA VERITA SUL CASO HARRY QUEBERT - JOEL DICKER

LA VERITA SUL CASO HARRY QUEBERT - JOEL DICKER

26 LUGLIO 2018

 

Il giovanissimo scrittore americano Marcus Goldman, dopo essere assurto a straordinaria notorietà grazie al suo romanzo d’esordio, cade vittima del più classico degli incidenti del mestiere: il blocco creativo. La deadline per la consegna del nuovo romanzo s’avvicina implacabile e l’ispirazione latita, il che lo getta nella disperazione.  Nel frattempo un evento clamoroso scuote l’opinione pubblica: sopra il capo di Harry Quebert, uno dei più grandi scrittori americani contemporanei,  cala l’orribile sospetto d’aver ucciso una quindicenne, Nola Kellergan, oltre trent’anni prima. La stessa quindicenne con cui, a trentaquattro anni, ebbe una, relazione in un’estate del 1975. Questa storia è stata la segretissima ispirazione del suo romanzo migliore, “Le origini del male”, baciato da un enorme riscontro di critica e pubblico.

Malgrado l’incombente scadenza per la consegna del romanzo che peraltro manco ha iniziato, e contro il parere del proprio agente, Marcus Goldman parte per Aurora, nel New Hampshire per raccogliere elementi a sostegno dell’innocenza di Harry Quebert, suo amatissimo ex professore universitario che aveva ricoperto la figura di mentore, padre adottivo e amico. Una guida spirituale che, in una sorta di passaggio di consegne, ha educato il giovane Marcus alla fine arte della letteratura facendo di lui lo scrittore di grido del nuovo millennio, esattamente come lui lo era stato di quello trascorso. Ovvio che Marcus si senta in debito con lui e cerchi di fare il possibile per scagionarlo.

Da questo momento la trama si inerpica su sentieri tortuosi, con continui salti avanti e indietro nel tempo.

Il numero dei personaggi è rilevante, e ognuno di essi è piuttosto ben caratterizzato. Ce ne sono soltanto un paio che assurgono presto a stregua di macchiette, poco credibili e mal sopportabili, come la madre del protagonista,  ottusa e premurosa oltre i confini del masochismo,  suona falsa e ridondante.  I dialoghi, sono serrati e fluidi, stonano solo leggermente quelli tra il giovane Harry e Nola, evocati tramite numerosi flashback, mielosi, stereotipati, degni del più gommoso degli Harmony.

Quando, proprio nell’ultimo centinaio di pagine, si fa largo il colpo di scena finale, si snoda attraverso almeno tre nuovi colpevoli, dichiarati e smentiti da nuovi eventi che, come nelle comunicazioni commerciali, annullano e sostituiscono il precedente. Forse la spirale è eccessivamente movimentata ed articolata, ma in fondo l’intera vicenda, nella sua complicanza, alla fine regge ed e ben congegnata, senza particolari incongruenze temporali/logistiche, normalmente le nemiche principali dei thriller.
A vantaggio di quest’opera prima di Dicker il fatto che il libro scorra veloce e mantiene comunque un ritmo che permette di rimanere avviluppati nei meandri sempre più oscuri di una storia bipolare. Con un suo lato luminoso, quello delle ariose spiagge affacciate sull’oceano, sulle quali si consuma una storia d’amore senza confini di età, estrazione sociale e ipocriti perbenismi. Con un suo lato oscuro, quello dei boschi più cupi che accolgono in seno la fuga di una ragazzina, che scappa da un mondo che non si è risparmiato di ferirla nell’animo. E’ un romanzo che mostra il talento indubbio dello scrittore debuttante, con l’unico dubbio che abbia forse messo un po’ troppa carne al fuoco, per un’opera prima; ma tutto sommato non se l’è cavata male. Il testo contiene anche implicite riflessioni sul mestiere dello scrittore, (singolare, per un esordiente) anche se qui si tende già di più alla scoperta dell’acqua calda, come nell’insistere da parte di Dicker nel tratteggiare la sciacallaggine dell’editore Barnasky, che istiga Goldman a scavare nel torbido per vendere meglio la storia. E ci mancherebbe altro che la letteratura, la musica o l’arte in genere non siano, particolarmente al giorno d’oggi, il veicolo principale d’arricchimento di editori/produttori senza scrupoli.
L’ironia della sorte ha voluto che questo romanzo diventasse un caso editoriale, esattamente nello stesso modo dell’esordio di Marcus Goldman. Però val la pena una lettura: non lasciatevi scoraggiare dallo spessore del romanzo.