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un libro in quindici giorni

VITTORIO MESSORI - PERCHE' CREDO

2 MAGGIO 2010


TITOLO: PERCHE’ CREDO

AUTORE: VITTORIO MESSORI

ANNO: 2008

EDIZIONI: PIEMME


Vittorio Messori, celeberrimo scrittore cattolico, autore di opere anche discusse su Cristianesimo e dintorni, racconta la storia della sua conversione e le ragioni della sua fede. “Perché credo” è un’articolata e talvolta spiazzante autoconfessione sotto forma di botta e risposta con il giornalista Andrea Tornielli.
Il mutamento nell’esistenza dello studioso si è snodato attraverso alcune tappe fondamentali: la crescente insoddisfazione del vivere “assorbito” nell’al di qua, la scoperta e l’importanza della preghiera, l’adeguamento della conversione del cuore a quella del pensiero, il rifiuto del dubbio: colonne che costituiscono tuttora il basamento della sua fede.


Messori preme molto anche sull’universalità dell’accesso alla fede, portando due esempi chiarificatori: fede che sorge dalla bontà e dall’istinto, come nel caso di Bernadette, analfabeta dall’animo puro e semplice; fede che sorge dallo studio e dalla ragione, come è stato per lo scienziato Blaise Pascal. Nessuno al mondo deve sentirsene escluso.


In un momento storico come questo, nel quale essere credenti ed in particolare cristiani non è certo “di moda”, ed in cui la Chiesa Cattolica ed il Santo Padre subiscono attacchi a volte anche spudoratamente strumentali, l’opera di Messori è una guida importante per arginare i dubbi e le incertezze di chi “sente” la fede e desidera dal profondo portare avanti questo cammino.

 

DACIA MARAINI- IL TRENO DELL'ULTIMA NOTTE

 

23 APRILE 2010

TITOLO: IL TRENO DELL’ULTIMA NOTTE

AUTRICE: DACIA MARAINI

ANNO: 2008

EDIZIONI: RIZZOLI

Una famiglia austriaca residente a Firenze, rientra in patria nel 1939. Tutto normale? Per niente, dato che la famiglia in questione è ebrea, e con la scellerata idea del ritorno in quel preciso momento storico firma la propria rovina. Maria Amara è una bimba che perde il suo amato compagno di giochi, e tutto quanto gli resta sono le lettere che lui le scrive, prima da libero cittadino, poi da deportato, finchè le lettere non s’interrompono. Nel 1956, Maria Amara parte con il fermo intento di ritrovare l’amico.

Il viaggio di Maria Amara riapre il sipario su di una sconvolgente sequenza di atrocità, descritte con mano ferma dall’autrice, che racconta le sofferenze dell’austriaco “sbagliato” Emanuele e degli altri disgraziati che ne condividevano le sorti. Non mancano accenni alle più cruenti vicende della Guerra Fredda, come la rivolta ungherese contro gli invasori sovietici dell’ottobre dello stesso anno, fino all’esito finale della tenace ricerca di Maria Amara, che pagherà un tributo personale pesantissimo alla verità che porterà a galla.

Crudele, emozionante e per fortuna non senza speranza, l’opera della Maraini rappresenta una “guida” importante per chi davvero volesse dare un senso a manifestazioni come la giornata della memoria.

 

ITALO CALVINO - SE UNA NOTTE D'INVERNO UN VIAGGIATORE

9 aprile 2010

TITOLO:       SE UNA NOTTE D’INVERNO UN VIAGGIATORE

AUTORE:      ITALO CALVINO

ANNO:         1979

EDIZIONI:    EINAUDI

Avete trovato su un giornale la pubblicità di un romanzo appena pubblicato e siete corsi in libreria per assicurarvene una copia. Vi isolate e ricercate la massima concentrazione, dopo di che vi immergete nella lettura.

La vicenda che con bramosia avete iniziato a leggere s’interrompe inopinatamente dopo una ventina di pagine.

Basterà reclamare una copia non difettosa presso la libreria? Per il povero lettore, che diventa vero ed assoluto protagonista dell’opera, le peripezie sono solo all’inizio: tramite un’ingegnosa concatenazione di situazioni via via più intricate, il nostro attraverserà ben dieci incipit di romanzi senza poterne portare a termine alcuno.

E non è detto che ciò comporti solo risvolti negativi.

Abilissimo nel cucire uno all’altro gli episodi con pennellate sempre in bilico tra grottesco e plausibile, Calvino utilizza in questo stravagante esercizio di narrativa tecniche e stili variegati e sempre coinvolgenti, sino alla resa dei conti del penultimo capitolo, (il “congresso” degli otto lettori), nel corso del quale vengono in un certo senso messe in dubbio le ragioni stesse dello scrivere e della letteratura.

La chiusura per così dire “convenzionale” che Calvino concede alla propria opera è l’unica licenza che l’autore sanremese accorderà a una narrazione di stampo classico ed ossequioso a modelli tradizionali.

 

NIALL WILLIAMS - DI SOLO UNA PAROLA

 

26 marzo 2010

TITOLO:       DI’ SOLO UNA PAROLA

AUTORE:      NIALL WILLIAMS

ANNO:         2004

EDIZIONI:    MONDADORI

 

Come potrà uno scrittore ancora giovane, con alle spalle una famiglia d’origine disgregata da gravi avversità (la morte della sorella minore ancora in fasce, la partenza del fratello maggiore, che non darà quasi mai notizie di sé, problemi economici a iosa), trovare la forza di scrivere ancora dopo l’immatura scomparsa della moglie? Tutto ciò con cui riesce a riempire i fogli è il nome della donna: Kate. Seguiamolo attraversare un lungo processo di rigenerazione, il doloroso ripasso di una prima vita già trascorsa, mentre si affanna a viverne una seconda attuale, sino al sorprendente, entusiasmante finale.

“Dì’ solo una parola” di Niall Williams è un’opera del 2004, quarto grande successo dello scrittore irlandese. Alternando la narrazione della sua esistenza “in diretta” con il dettagliato, commovente ricordo del suo passato, Niall incolla il lettore al romanzo con una scrittura fluida, priva dei segmenti e delle spezzettature, dei periodi costituiti anche da un solo termine, con cui molti contemporanei amano farcire la propria produzione, descrivendo l’azione e l’effetto disgregante, in ambito familiare nel nostro caso, del chiudersi in sé stessi e non saper creare un dialogo.

Il colpo di scena, con cui l’autore spiazza al principio dell’epilogo, ridisegna fulmineamente ai nostri occhi i destini del protagonista, e riafferma con forza gli intenti dell’opera: l'importanza della fede e dell’amore per i propri cari. Oltre a rivelarsi un ingegnoso espediente tramite il quale esorcizzare le proprie paure.