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LE AVVENTURE DI PALOMA - 2) PALOMA AL GRANDE MAGAZZINO "PIANTE E FIORI"

17 OTTOBRE 2010

 

Approfittando della bellissima giornata, questo sabato 9 ottobre Paloma s’è fatta accompagnare dalla mamma al grande magazzino: “Piante e fiori”. Erano le due del pomeriggio e il vasto piazzale era gremito all’inverosimile di macchine, moto, biciclette e quant’altro. La signora dovette posteggiare lontanissimo, praticamente su un campo arido e stepposo che lambiva la statale. La bimba camminava a fianco della madre ed osservava stupita l’esercito di mezzi parcheggiati infittirsi man mano che s’avvicinavano all’ingresso. Ad ogni passo le si allargava il cuore. “Quanta gente che ama i fiori e le piante, che bello!. E tutto il mondo di colpo le parve migliore.

Ciò che vide da quel momento in poi le piacque sempre meno.

Perché entrando nel grande magazzino, uno stretto cunicolo conduceva lei e la mamma per un percorso obbligato ed oscuro chiamato “Vintage clothes”. Era costituito da una serie di stand nei quali stavano esposte vecchie sedie impagliate, miniature di carri da fieno, rastrelli, badili, forche, carriole. In un altro grandi, grandissimi apparecchi stereo- radiofonici. Oppure orologi a pendolo, riproduzioni di antichi clavicembali. Ancora stampe di mitiche battaglie, spartiti stinti, manoscritti ingialliti. Jukebox, manifesti di concerti. Ritratti in bianco e nero di personaggi celebri. Mangiadischi in vinile. Modellini di mongolfiere, aeroplanini, i primi treni. Il tutto con ghirlande e festoni che la seguono, l’avvolgono, quasi le fanno paura. Paloma ha il torcicollo, la gente intorno a lei scorre, sbircia famelica e prosegue. Oppure arretra, s’arresta, guarda, commenta a versi, se ne va. A un certo punto gli stand cambiano. Il transito di Paloma, della mamma e del resto della folla è accompagnato adesso da maschere di ogni tipo, forma, dimensione. In genere boccacce che fan ribrezzo, colorate quasi tutte di nero con digressioni viola o rosso pomodoro marcio, con espressioni davvero vomitevoli e strani liquidi e sostanze in plastica che fuoriescono dalla bocca e dalle mani. Sta per rimettere, ma la mamma la spinge via oltre il cartello: Viva Halloween. Sono entrate ormai da mezz’oretta e Paloma e sconvolta. I fiori non arrivano, la gente è sempre più eccitata e schizofrenica, se la mamma non la tenesse forte la stritolerebbero. Vorrebbe tornare a casa, la mamma la rassicura. Ma i fiori non arrivano. Entrano nel salone adiacente e stavolta, per la piccola, la sorpresa è davvero grande.

Il locale è uno stanzone enorme, completamente addobbato da Natale.

Tutto quello da venticinque dicembre che vi venga in mente, c’era. E con esso, carrelli pieni, gente che assedia, tasta, acquista, lascia giù, soppesa, discute, commenta, prende e porta via. A un certo momento anche la mamma la molla e s’attacca ai ninnoli. Lei resta sola in centro al locale, con la folla che la sfiora ma non può più urtarla ormai né farle del male. Sono in un'altra dimensione, sono avanti di settantacinque giorni, pensa la piccola. Un subitaneo, irrefrenabile senso d’angoscia l’assale. Gonfi lacrimoni le scendono dalle guance. Corre, corre oltre quell’enorme, invasata, stanza quadrata piena di cose di Natale, adesso ha paura. Di essere in ritardo, non ha ancora fatto albero né presepe, non ha preparato la lista dei buoni propositi, né quella dei regali. Ha paura che il Natale passi senza di lei, in quel falso inizio di ottobre che l’ha così vilmente ingannata. Esce fuori, dall’altra parte, a malapena s’accorge dei lunghi, squadrati viali di piante e fiori che, finalmente, si palesano agli occhi dei visitatori, proprio prima delle casse e dell’uscita. Lei non li può ammirare, ancora scossa da quel presentimento, dal timore di perdere la Festa più bella dell’anno. Finalmente la mamma la raggiunge, la stringe tra le braccia, le asciuga le lacrime, piano la calma, le spiega. Paloma sembra rasserenata, ma oppone un fermo rifiuto alla richiesta della mamma.

“Torniamo dentro, cara?

 

FRANCESCO BACCINI: CINQUANT'ANNI E UNA CELEBRAZIONE

13 OTTOBRE 2010

Questa settimana ci focalizziamo sui cinquant’anni, festeggiati qualche giorno fa, di un cantautore originale e dissacrante, il quale, dopo una folgorante prima parte di carriera negli anni ’80 e ’90, ha visto con il nuovo millennio indebolirsi la propria posizione all’interno dei grandi giri del music business, riciclandosi poi tra l’altro come attore teatrale e cinematografico.

Non ha fortunatamente mai smesso di incidere e di raccogliere comunque ampi consensi di critica, ripercorrendo in questo la parabola di un altro cantautore di talento cristallino, Alberto Fortis.

Potete trovare la recensione di uno dei suoi dischi più riusciti, "Il pianoforte non è il mio forte", sul ns.magazine di musica per intenditori:

www.amamusic.it, sezione recensioni.

Buona lettura & buon ascolto!

 

HAYA JANE

11 OTTOBRE 2010

Posto oggi la testimonianza di una giornata tipo di una ventenne residente in Italia, ma originaria di un altro Paese. Lei è ancora una di quelle fortunate. Sa già come funziona il suo destino e ne paga ogni giorno il prezzo. Poi, il giorno dopo, “copre in un sorriso i segni neri” e ricomincia.

Haya Jane si trucca appena un pò

sopra gli occhi solo un po’ di blu

il resto del suo viso non si può

e da poco che non lo nasconde più

Haya ha capelli lunghi neri

che nessuno ha mai visto

e una foto chiusa dentro sé

d’un amore invivibile

E apre la finestra incerta se affacciarsi

ma c’è un’ombra che la spinge a rimanere lì

così il ragazzo passa guarda in alto poi va via

e lei sa non ritornerà

Haya Jane ha paura del papà

e di tutti quelli come lui

tante altre han pagato sangue

un anelito di vita

Chiude la finestra un po’ confusa

lei non piange e sa che succederà

le percosse sfumano col sonno nell’oblio,

non parlerà, lei non lo dirà

Haya Jane si veste come può

copre in un sorriso i segni neri

sole mare e luna dentro sé

d’una vita invivibile

 

 

PERCHE' CELEBRARE I 70 ANNI DI JOHN LENNON?

 

8 OTTOBRE 2010

Ci sono persone per le quali la data di domani, sabato 9 ottobre, settant’anni dalla nascita di John Lennon, è una questione d’affari particolarmente lucrativa: sono appena stati pubblicati ben tre dischi nuovi di canzoni vecchie con cui sfruttare il mito, ma di questo ho già parlato.

E c’è poi un numero spropositato di persone che forse non sanno quando John Lennon sia nato; ma per loro questo nome assume sempre la stessa peculiarità in ogni giorno dell’anno: riaccende scenari di sfrenata spensieratezza, di musica come toccasana, di un viaggio nel passato appena velato da latente malinconia.

Il mio suggerimento per questa giornata è molto semplice. Ignorate i servizi in televisione che certamente non perderanno occasione per beatificare il “cervello della nuova sinistra americana degli anni settanta”, bestialità che mi è toccato di leggere anni fa in occasione del ventesimo della morte, oppure trasmetteranno l’ennesima, insopportabile intervista alla vedova inconsolabile, che se per qualcosa dovrà passare alla storia, è per essere stata la causa scatenante lo scioglimento del gruppo. Adesso canta con Lady Gaga ed è riuscita in una nuova impresa, quella di vendere immagine e parole di John alla pubblicità di un’automobile, niente in questo momento la contraddistingue meglio.

Tralasciate di leggere la selva di articoli e di pubblicazioni che saluteranno il grande evento (anche il mio sostanzialmente è inutile, ma ormai l’avete quasi finito).

Non c’è niente di nuovo della vita ed arte di John che possiate imparare a tanti anni di distanza, tutto ciò che vi serve l’avete già: prendete un vinile, una musicassetta, un cd, un mp3 o che diavolo vi pare e selezionate tre/quattro canzoni a scelta, coi beatles o da solista fa lo stesso.

Se al termine dell’ascolto vi sentirete meglio, tutte le altre chiacchiere dette o scritte stanno a zero. Naturalmente consiglio di ripetere l’esercizio in qualsiasi giorno dell’anno.

 

LE AVVENTURE DI PALOMA - 1) LA PASSEGGIATA DI PALOMA

4 OTTOBRE 2010


Il due ottobre, Paloma ha compiuto undici anni, ed è rimasta a casa tranquilla. Il giorno dopo è uscita a passeggiare, e così oggi. Vi riporto le sue impressioni.


1) La passeggiata di Paloma.

Il giorno che compì undici anni, Paloma ottenne come regalo il permesso di poter uscire il pomeriggio e fare una passeggiata, ovviamente dopo aver fatto i compiti e riordinato camera sua. Lei attese il giorno successivo al compleanno, poi uscì.

Durante quella prima camminata, non notò nulla di strano. Uscì di nuovo il pomeriggio successivo.

Quel giorno d’ottobre passeggiando per le vie alberate della propria città assurse a una condizione specifica ed illuminante: non solo ciò che vedeva le era strano ed insoddisfacente, ma anche ciò che desiderava più ardentemente sembrava non rientrare più nella sua concezione di felicità.

In questi giorni, guardando dall'interno della propria casa, squadrata, ordinata e silenziosa, lei credeva di possedere ogni possibile umana elaborazione di pensiero e la certezza della Serenità Assoluta. Appena usciva di casa veniva contraddetta.

I vicini di casa la guardavano per strada per farle i complimenti, e lei ha visto il telegiornale e se qualcuno s’avvicina sorridendo non sa più se fidarsi. Li conosce o non li conosce? Così non risponde e cambia strada. E’ maleducata?

I fiori, le piante, la guardano e lei sembra contenta. Ma non sai, non lo sai, le sembrano dire. Tu ci guardi e sorridi, e già domani forse non ci saremo più. Ce ne saranno altri, ma tu era a questi che avevi voluto bene. Già la sua Perfetta Felicità subiva un primo scossone, ma lei supera la piazza, dove le piante non si vedono e per un po’ non ci pensa più.

Oltre la piazza vide una signora, avrà avuto cinquant’anni, che spingeva un handicappato in una carrozzina. La signora appariva proprio sofferente, affaticata da una fatica che le pareva troppa, solo per dover spingere la carrozzina. E il ragazzo avrà avuto venticinque anni, sarà suo figlio? L’espressione sempre incantata, tranne quando piange, in quella maniera tanto incomprensibile. Perché dovevano soffrire? L’Ordine Incondizionato ricevette un nuovo scossone. Passò oltre ripensando alle partenze. Capisci adesso, la teoria delle partenze, si disse. Se la vita è una corsa, una passeggiata o una fuga, non importa, ma tutti dovrebbero partire dalla stessa linea, pensava, come in quelle belle gare dei cento metri, dove non ti puoi nascondere, allora si, che si vede quanto vali.

Così proseguiva la sua lunga passeggiata autunnale senza amare particolarmente quei fiori appena nati e già pronti a lasciare lo spazio ad altro. Ma il mondo corre in quei momenti, azzurri ma non per questo eterni e anche oggi la discesa del sole era arrivata veloce e come sempre ecco il momento dei bilanci, dei conti.

Rinunciò ad altre riflessioni e corse a casa, le avevano insegnato che non avrebbe sempre avuto undici anni e che doveva imparare ogni giorno a perdere meno tempo del giorno precedente.

Ed ecco finalmente a casa e la resa dei conti è andata bene, guadagnati 5 secondi da ieri, 5 secondi in totale da impiegare come, con cosa? Aveva guadagnato 5 secondi ma non sapeva cosa farne, forse era meglio che arrivasse subito domani pensò.

 
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