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LE AVVENTURE DI PALOMA - PALOMA E L'INGRESSO NEL MONDO DELL'UOMO CARITATEVOLE

2 NOVEMBRE 2010

In questa terza puntata delle avventure di Paloma, la nostra amica si trova per la prima volta a contatto con il gentile e multicolore mondo della Carità.

Buona lettura!

Le avventure di Paloma  -

Paloma e l’ingresso nel Mondo dell’Uomo Caritatevole

Il sabato, la nostra Paloma si alza presto per poter fare dei piccoli lavori di casa. Oggi poi la mamma non c’è perché è andata a trovare la sorella in ospedale, e per tutta mattina la casa è in mano a lei. Colazione e preghierine. Poi comincia a riassettare la propria camera. Sta lavorando alacremente da una mezz’oretta quando lo squillo del telefono la dirotta nel corridoio. Dopo il “Pronto”, una voce registrata conduce la ragazzina in un nuovo mondo. Le par d’avvertir allegro vociar di bambini, ma pochi secondi più tardi scopre con raccapriccio che si tratta di pianti, urla lamentose, singhiozzi, che la inondano di desolazione. Sono così insistenti da indurla a staccare impercettibilmente la cornetta dall’orecchio. Con suo sollievo, piano gli strepiti si attenuano e si fa strada un silenzio costernato. Una voce metallica la sgrida: “Tu, sei un essere fortunato: tu ti vesti, mangi, lavori, vivi tranquillamente, vergognati!” Paloma si chiede come poteva quella voce intrusa sapere tutto di lei: aveva appena mangiato, s’era vestita e stava lavorando tranquillamente, ma non fa in tempo a dar seguito al proprio stupore perché la voce prosegue:

“I poveri bambini dello Zambia non hanno di che vestirsi e di che mangiare! Non giocano, soffrono! Aiutali anche tu con una donazione al C/C……, ripeto C/C………intestato a ONLUS……….Perche’ tu abbia ancora una coscienza, non aspettare, corri in posta!”.

La comunicazione s’interrompe brusca. Un po’ inebetita, Paloma s’è segnata tutti i dati e li ricopia in bella calligrafia su un foglio, che consegnerà alla mamma. Lo lascia sul tavolo della cucina e riprende il lavoro. Verso le dieci e trenta fa una pausa. La camera è in ordine e lei si ferma un momento e si mangia uno yogurt cremoso, non magro, la fanno ridere le bambine della sua età così fissate con la magrezza a tutti i costi. Accende la tele e per quanti canali gira, appaiono sempre adolescenti che cantano, e lei un po’ è stanca di vederli dappertutto, ma dopo pochi secondi appare la pubblicità.

Lo schermo è invaso dal faccione di un noto presentatore che fa un’espressione accigliata, seriosa. Si rivolge a Paloma con tono di rimprovero.

“I poveri bambini del Bangladesh non mangiano abbastanza. Tu si, vergognati!” Paloma, impercettibilmente scosta da sé lo yogurt. Lo show man riprende con voce spezzata dalla commozione: “Cosa ci costa un gesto, un aiuto! Scendi in piazza e compra le ortensie dell’amore a sole dieci euro l’una! Oppure manda il tuo contributo al C/C……….ripeto C/C……….., intestato a ONLUS…….ma fai qualcosa anche tu per loro!”, supplica.

Fine della comunicazione, in tele tornano i bimbi che cantano e a Paloma lo yogurt è andato per traverso. Prende il foglio di prima e annota scrupolosa il nuovo numero di conto e il nome della ONLUS che il divo della tivù le ha dettato. E’ già ora di tornare a lavorare. Adesso prende uno straccio e spolvera il tinello e il salotto, operazione che la porterà al traguardo di mezzogiorno. Un’ora e mezza dopo, soddisfatta e blandamente stanca, scende a prendere la posta, pensando che la mamma sarà di ritorno tra poco e deve apparecchiare. Apre la cassetta esterrefatta. Il quantitativo di missive empiva tutto lo spazio della cassetta, e ne fuoriuscivano pure. Paloma raccoglie e porta su. Poco dopo, sistemata con cura a fianco del foglio dove Paloma aveva annotato le intimazioni del telefono e della televisione, si stagna la pigna delle seguenti lettere:

-     Emergenza Ripristino Mezze Stagioni – Raccolta Fondi per la ricerca – C/C…..ONLUS…….

-     Emergenza rifiuti a X – Raccolta Fondi Contro La Creazione di Nuove Discariche – C/C…ONLUS…

-     Emergenza Estinzione Animali a X e Y– Raccolta Fondi per la Ripopolazione dell’Alligatore Cinese e il Rinoceronte di Giava – C/C….ONLUS……….

-     Emergenza Associazione Combattenti e Reduci – Raccolta Fondi per Rizollatura Giardinetto Sede Locale – C/C….ONLUS………..

-     Emergenza Amici delle Macchine e Moto d’Epoca – Raccolta Fondi Lucidatura Carrozzerie e Revisione Motori – C/C….ONLUS…

-     Emergenza Cani che Sporcano Le Strade – Raccolta Fondi Contro Le Palette Da Passeggio Perché Tanto Non Le Usa Nessun Padrone– C/C……ONLUS…..

-     Emergenza Progetto Proiezione Obbligatoria Grandifratelli e Reality Assortiti Nella Scuola Dell’obbligo Per L‘alto Contenuto Culturale– Raccolta Fondi – C/C….ONLUS…….

-     Emergenza creazione Help Points cittadini per il Sostegno e Conforto dell’Uomo Normale Afflitto Da Manie Di Inutilità, Raccolta Fondi - C/C…….ONLUS…….

-     Emergenza Progetto Aumento Stipendio Calciatori Perché Fanno Divertire La Gente Che Fa Gli Straordinari Per Andare A Vederli – Raccolta Fondi– C/C…..ONLUS……..

-     Emergenza Apertura Frontiera Libera, Entrate E Fate Come Vi Pare Che Tanto Le Regole Le Rispettiamo Noi – Raccolta Fondi – C/C….ONLUS….         

S‘era impressionata a leggere tutte quelle causali tanto nobili, così importanti da essere scritte in maiuscolo, certo che ce n‘è in giro di gente bisognosa, riflette; ma il suo pensiero torna alla tavola che deve apparecchiare, poi finalmente potrà riposarsi, è stata invero una mattinata faticosa. Pochi minuti più tardi ecco rientrare la mamma. Saluta allegra la figlia, apprezza come la piccola abbia ben apparecchiato e fatto i mestieri. Lei non sta nella pelle dal raccontargli le esperienze vissute quella straordinaria mattinata ed il suo ingresso nell’azzurro universo dell’Uomo Caritatevole. La mamma guarda veloce la pigna, scorre brevemente presentazioni, descrizioni e causali. Ne stacca i bollettini, che compila. Poi apre un cassetto, ne estrae due nuovi e li compila secondo le istruzioni ricevute da Paloma la mattina. Poi prende tutti i bollettini pronti e li inserisce in una ventiquattrore, ove già si trovano quelli preparati nel resto della settimana. Finalmente vanno a tavola, in quel momento torna a casa anche il babbo, che da qualche tempo, e Paloma ogni tanto si chiede perché, ha cominciato a lavorare anche di sabato.

Consumano un pranzo veloce e abbastanza frugale, poi il papà esce di nuovo. Il pomeriggio la mamma e Paloma si concedono una breve passeggiata in centro. Vengono subito fermati da dei ragazzi che agitano volantini ed occupano uno stand cosparso da manifesti, stampe, fotografie e disegni di giovani che lavoravano, pregavano, mangiavano insieme. Avevano l’aria serena di chi sta lasciando un brutto incubo alle spalle, e Paloma nota che in ogni fotografia splendeva il sole. Poco dopo lei e la mamma ripartono, dopo aver ricevuto un bollettino postale con il quale contribuire alla Comunità animata dai ragazzi.

Prima della fine della passeggiatina, uomini e donne eleganti in giacca e cravatta e tailleurino li circondarono forzandoli a dare un contributo, tesserini alla mano, all’Associazione Nazionale Recupero Nullafacenti e Incerti Sul Da Farsi. Tramite nuovo bollettino che la mamma di Paloma mette in borsa sotto l’altro. Tornando a casa, Paloma si guarda in tasca e trova due euro. Li lascia all’accattone all’angolo, scappando poi via di corsa; teme che questo possa affibbiarle un bollettino. La famiglia si raduna infine per cena, dopo aver chiaramente compilato e invaligiato i due bollettini del pomeriggio, poi si concede una meritata notte di riposo. Per tutta la domenica, Paloma non ripensa più alle singolari vicende del giorno prima: la mamma e il papà la portano sui prati, complice la bellissima giornata, e lei corre e si diverte tutto il tempo.

Il lunedì, come faceva sempre, la mamma accompagna Paloma a scuola. Sul sedile dietro, sta la 24ore. Si reca poi in posta, come ogni primo giorno della settimana; prende il numero ed attende pazientemente in fila con gli altri, ognuno con la propria valigetta in mano. Un’ora e mezza dopo, eccola in banca. Il direttore, ascoltandola, mantiene un’espressione grave. Lei gesticola, spiega, s’affanna arrancando in un flutto indistinto, infinito di parole. Lui dapprima rabbuiato, poi annuisce, sospira, si raddolcisce.

“Va bene, signora, ma è l’ultima volta.”

La mamma di Paloma esce, sollevata. Corre a casa a preparare per la figlia ed il marito. Raccoglie la posta, dispone le lettere sul tavolo, stacca e compila i bollettini e li depone nella valigetta. Al termine del pranzo, ripartito il marito, porta di corsa Paloma al doposcuola e inizia un nuovo lavoro part-time. Pulisce scale e lava pavimenti, la sua garanzia per il direttore della banca, che s’era infine convinto a concedere l’ennesima dilazione.

Alle sei esce dal palazzo in tempo per ritirare la bambina. Ai semafori e agli stop, nessuno le ferma. Per fortuna, pensa la mamma. E’ scuro, questo ultimo lunedì d’ottobre, l’ora solare intristisce Paloma, che non è abituata a tutte quelle luci artificiali prima ancora di cenare. Imboccano la statale. Dal finestrino, Paloma vede i grandi alberi che incorniciano il vasto posteggio del “Vivai piante e fiori”, già agghindati a festa e luminosi di Natale, che si stagliano imponenti e sinistri nel cielo nero, e la coglie un brivido di freddo.

 

THIS WEEK ON THE AIR: QUICKSILVER MESSENGER SERVICE

29 OTTOBRE 2010

Questa settimana riflettori puntati sul rock psichedelico dei Quicksilver Messenger Service e del loro album omonimo datato 1968 il quale, al pari del successivo “Happy Trails”, rappresenta il sound distintivo del gruppo di San Francisco.

In questa occasione la band presenta la propria line-up migliore, con l’inarrivabile John Cipollina alla chitarra solista, Gary Duncan voce e chitarra, la “ghost presence” di Dino Valenti e la sezione ritimica di David Freiberg e Greg Elmore.

Come spesso accade, la band s’è poi trascinata negli anni attraverso numerosi cambi di formazione, a detrimento d’una proposta musicale via via sbiadente, e tutt’oggi Duncan e Freiberg girano il mondo da un palco all’altro.

Ma l’essenza dei QMS dimora nel passato. Non lasciatevi sfuggire l’occasione di riscoprire la band californiana e la loro opera prima su www.amamusic.it, sezione recensioni.

A presto!

 

"SUONI..." E' FATTA! (più o meno)

26 OTTOBRE 2010

Che cos’hanno in comune uno stravagante studente in filosofia con il pallino del teatro, un tranquillo geometra iscrittosi ad architettura, un rampante imprenditore, un simpaticissimo barman-imbianchino, un impiegato con la fissa delle piante e della scrittura?

Se avrete la bontà di attendere un piccolo processo di rilettura e revisione sintassico/grammaticale, lo saprete presto.

“Suoni che non aspettano risposta”, ovvero quello che dovrebbe essere la mia prima "long story", ha visto la parola fine, secondo la tabella di marcia prevista.

Non mi resta che correggerlo e darlo alle stampe, in maniera “autoprodotta”, of course.

E naturalmente sperare che poi interesserà a qualcuno…

A presto

 

LA "RISPOSTA" DEL PAPA

23 OTTOBRE 2010

M’è capitato di rileggere sui giornali dell’epoca la polemica relativa all’illuminante rifiuto di ricevere il Santo Padre da parte dell’università La Sapienza, per l’inaugurazione dell’anno accademico 2008.

Ho immaginato una possibile risposta da parte del Papa, ve la giro.

A margine, solo un piccolo commento.

Il diniego venne giustificato con la “laicità dell’università e l’apertura della stessa a genti di ogni Credo”.

A maggior ragione, allora, perché respingere la visita del massimo esponente di uno di questi Credi?

  

 

Voi non mi volete

 

 

Proprio voi non mi volete

Voi che sareste il regno

Dell’accoglienza multiculturale

Vi contraddice l’intolleranza di fatto

Del vostro laicismo chiuso al dialogo

 

Proprio voi non mi volete,

come foste un centro sociale

voi esempio di puri scientisti,

e di mode anticlericali fondamentaliste

Proprio voi non mi volete,

eravate pronti a schierarvi in linee,

a fomentare disordini, come fate per la pace?

povera Chiesa, in povero stato.

 

UN NUOVO REALITY

19 OTTOBRE 2010

“SMS della figlia del killer a un giornalista.”

“Lettera dell’amica della figlia al tiggì.”

Sono notizie tratte da una pagina di televideo in una placida domenica sera d’ottobre. Il Bel Paese si sta appassionando in questi giorni a un delitto efferato, compiuto da quasi due mesi ma scoperto da poco. Cos’ha di particolare? Che rispetto agli altri, e questo è un innegabile sintomo di progresso, i protagonisti e i comprimari della vicenda vivono perennemente in scena, sotto i riflettori, in prima pagina. La disgrazia alimenta di continuo speciali, ultime ore, breaking news, interviste esclusive (un giorno presso un certo network e il giorno dopo presso il concorrente), che espongono i dettagli dell’orrore “frame by frame” alla morbosa, italica curiosità.

Ed ecco così la sfilata incessante di colpevoli, pseudo-colpevoli, famigliari, parenti, amici, conoscenti, avvocati, che espongono opinioni, accuse, impressioni, davanti all’occhio lungo dei media, collezionando ospitate a pacchetti. Un reality. Di un omicidio vero. E cos è la vergogna, il dolore, il pudore, il bisogno di soffrire in intimità? Sentimenti sacrificati all’altare dell’esposizione. Perché i quindici minuti di celebrità che Warhol assicurava ad ogni essere umano si conquistano anche così.

Per qual motivo allora stupirsi del fenomeno più trendy del momento, ossia il dilagante turismo dell’orrore? Gli scenari degli ammazzamenti sono la nuova meta dello svago popolare. La gente accorre in massa, e le forze dell’ordine devono ammattire ad allontanarli, come non avessero di meglio da fare: “Che fai domenica?” “Mah…carico la famiglia in auto e ci facciamo un giro a X, alla casa dove hanno ammazzato quell’adolescente, e tu?” “Beh, io ci son già stato la settimana scorsa, noi andiamo alla palazzina di Y, sai dove quel tipo ha scannato la convivente che voleva separarsi..”

Intanto, dal loro limbo ovattato, le Vittime ci guardano perplesse, scambiandosi interrogativi senza risposta.

“Era questo, il mondo in cui vivevamo?”

 
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