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SENZATEMPO LIVE!

9 SETTEMBRE 2010

Domani, 10 settembre 2010, alle ore 21, presso la Piazzetta Oratorio di Boffalora Sopra Ticino, concerto dei “Senza tempo” nell’ambito dell’annuale “Festa della Sucia”, che apre i battenti stasera con il concerto dei Gamba de Legn. (In caso di maltempo, l’esibizione si terrà presso il Cinema Oratorio)

A domani!

 

IL NUOVO AMAMUSIC

9 SETTEMBRE 2010

Sono felice di annunciarvi che il vostro sito preferito per musica e dintorni, ovviamente www.amamusic.it  ha appena subito un’eccellente operazione di restyling, con nuova veste grafica, design accattivante e, ma questo c’era già prima. tutto quanto serva sapere sulla musica di ieri, oggi e domani.

Che aspettate? Collegatevi in massa!

A presto

 

 

CALVINO, 25 ANNI DOPO

6 SETTEMBRE 2010

Il 6 settembre 1985, Italo Calvino fu colpito da un ictus presso la sua villa di Roccamare dal quale non si sarebbe più ripreso.

Morirà quasi due settimane più tardi, la mattina del 19 settembre, non ancora sessantaduenne. Venticinque anni dopo la sua scomparsa, non si finisce ancora di scoprire i tesori della sua produzione letteraria. E a ogni rilettura, nuove rivelazioni vedono la luce. Tralasciando la sua comunque imponente produzione di saggistica, normalmente legata peraltro ad ambiti letterario-sociali, dal lato prettamente narrativo lo scrittore ligure è certamente più noto per la cosiddetta trilogia degli Antenati, vale a dire i tre romanzi pubblicati negli anni cinquanta (“Il visconte dimezzato”, “Il barone rampante” e “Il cavaliere inesistente”) legati dal filo comune della descrizione d’un’umanità contraddittoria, spesso illogica e a due facce, in perenne, illusoria ricerca di una verità universale, che non esiste. Concetto perfezionato dalla pubblicazione dei racconti di “Marcovaldo”, nei primi anni sessanta. Ma sarebbe riduttivo definire Calvino un semplice romanziere. E’ un abilissimo cronista dei nostri tempi e della nostra storia, fin dalla tessitura, appena ventiquattrenne, de: “Il sentiero dei nidi di ragno” (1947). E’ appassionato fautore d’intriganti opere di “science fiction”, come “Le cosmicomiche” (1965) o “Ti con zero” (1968), naturalmente tracciate con un tratto del tutto caratteristico grazie al quale una classificazione del genere assume una connotazione fortemente esclusiva.

Altra peculiarità della penna calviniana è il meccanismo combinatorio: combinazione di parole e linguaggio con segni, figure, cifre, che verrà applicato nelle più brillanti opere degli anni settanta:  “Il castello dei destini incrociati” (1973) e “Le città invisibili” (1972). Come tralasciare infine la metanarrativa, della quale gustosissimo esempio è l’inarrivabile “Se una notte d’inverno un viaggiatore”, edito nel 1979. E la complessa figura del personaggio protagonista di “Palomar” (1983, ultima fatica di Calvino) racchiude tutte le caratteristiche peculiari d’un vero e proprio trattato di psicologia antropica.

Tutte opere facilmente reperibili non solo presso le librerie, ma anche presso i diffusissimi centri commerciali che ornano le nostre strade a prezzi non modici, di più. Superfluo l’invito a procurarsele. Su questo stesso sito, nella sezione “Un libro ogni quindici giorni”, potete già trovare una breve guida alla lettura di “Se una notte d’inverno un viaggiatore”, e seguirà a breve la scheda de “Il visconte dimezzato”.

 

CHESTERFIELD KINGS!

1 SETTEMBRE 2010

La "stagione di ritorno" del garage sound ha una data ben precisa: 1985. Questo è l'anno in cui due tra le opere più significative del genere vengono pubblicate, ed entrambe da formazioni provenienti dalla Grande Mela. I Fuzztones di Rudi Protrudi se ne escono con l'elettrizzante "Lysergic Emanations", ed i concittadini Chesterfield Kings replicano con l'altrettanto vitale "Stop!"

Proprio di quest'ultimo disco ci occupiamo questa settimana sul nostro portale preferito di musica per intenditori. Devo ribadirvi l'indirizzo? Ok, non fa mai male: "www.amamusic.it", sezione recensioni. Mi raccomando, leggere & ascoltare!

Alla prossima

Alfonso

 

IL CUCU' DELLE CINQUE

28 AGOSTO 2010

Approfitto di un attimo di pace post vacanze per immettere on line una favoletta da rientro...

Il cucù delle cinque

Al centro della piazzetta, l'edificio è tipicamente agghindato, in perfetto stile del piccolo paesino abbarbicato sul declivio del monte.
Non altissimo ma squadrato e robusto, rigorosamente in legno, possiede un’attrattiva: ospita il particolarissimo cucù che ogni giorno alle cinque raduna sulla piazzetta una variopinta folla di turisti.
In cima alla casa, dove le travi che formano il tetto s'incontrano, un'enorme aquila reale squadra sovrana il cielo di montagna.
Poco più sotto, ecco due finestrelle decentrate, congiunte da una mensola in legno intarsiato sulla quale scorrono due piccoli binari. Ancora più in basso, sotto la mensola, un cacciatore tende lo sguardo verso l'aquila reale quasi con fare intimidito, pare renderle omaggio, pur stringendo la doppietta tra le mani. Alla destra della figura umana,
ecco uno stambecco, immortalato nell'atto di scorrazzare libero, tra i boschi.
Alle cinque precise, le finestrelle si aprono, e da ognuna di esse escono due coppie di ballerini, che raggiungono danzando sui binari la finestrella opposta.
S'incrociano in perfetta sincronia ed al termine di alcuni giri di valzer, rientrano per la finestra dalla quale sono usciti. Sotto gli sguardi dell'aquila reale, che china il proprio orgoglio alla danza, dello stambecco, che si ferma ammirato, del cacciatore, che ha deposto il proprio fucile. E della folla che immancabilmente applaude contenta.
Anche oggi mi sono recato nella piazzetta per godermi lo spettacolo, non solo del cucù delle cinque, ma anche della gente che si raduna a guardare e che le nubi basse e concentrate sul centro del paesello non scoraggiano di certo.
Il bimbo ha indicato la scena con l'indice per tutto il tempo,
incapace di levarvi gli occhi da dosso, mentre la nonna, retta forte al bastone, sorride al di fuori delle lenti spesse, un attimo di pace anche per lei.
Sergio e i suoi tre amici hanno ascoltato il valzer ed ancora esitano prima di recuperare le moto potenti e i caschi ultimo grido e riprendere la strada verso il lago; soffermati ad osservare gli intagli ricercati delle finestrelle, sembrano pensare a qualcosa di molto, molto lontano da loro, magari alle corse degli stambecchi che scorazzano per valli e fiumi senza motori rumorosi ed inquinanti.
Pietro e Sabrina transitavano distratti, dentro e fuori tra una pizzeria take-away e una sala giochi, e lo spettacolo al centro della piazzetta li coglie di sorpresa: quasi s'infastidiscono. Poi, senza ragione razionale, lei si ferma ad ascoltare la danza dei ballerini e si trova ad immaginare eleganti saloni da ballo, ricevimenti, corse di cavalli...lui guarda senza capire ed automaticamente stacca il filo
variopinto dell'MP3, forse invidia le ali brillanti dell'aquila che domina il cucù.
Vincenzo ed Emilio, dal balcone della pensione situata dalla parte opposta della piazzetta, hanno interrotto l'eterna partita a briscola, il primo ha deposto il calice di rosso, l'altro rimette nel pacchetto la nazionale senza filtro. "Se quel cacciatore fosse vero e sparasse coriandoli e caramelle, i bambini sarebbero più contenti", dice Emilio,
ma Vincenzo non lo ascolta, aspetta che i ballerini tornino a riposare al di là delle finestrelle che si richiudono piano, sono le cinque e cinque minuti, per permettere alla lacrima titubante sul ciglio del suo occhio semi chiuso di scendere e rinfrescare finalmente la guancia perennemente arrossata da freddi inverni di lavoro.
Anche le nubi si sono ritirate verso la cima del monte ed hanno  concesso al sole di riscaldare la scena. Prima di ritirarsi, i ballerini sembrano guardare la folla, quasi a rapirla e condurla con loro
dietro il buio delle finestrelle, mentre un silenzio irreale
s'impadronisce della piazzetta.



 
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