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CHOPIN E LEOPARDI

5 APRILE 2017


Nova Milanese | Sabato 8 Aprile 2017 ore 21

CHOPIN E LEOPARDI

A Nova Milanese un concerto emozionante

che mette in scena l’opera

di due geniali artisti

che hanno saputo commuoversi

di fronte al destino umano

cercando di trasformare in parole e musica

i cangianti sentimenti del cuore e dell’anima.

Sul palco due artisti straordinari:

Alice Baccalini al pianoforte

e la voce di Corrado Accordino.

Serata imperdibile per chi ama la poesia

la musica, la meraviglia

lo stupore, il sogno

la vita.



Informazioni e biglietti

Teatro Comunale di Nova Milanese

via Giovanni Giussani, 9

tel. 039 2027002

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DUE AMICI

2 APRILE 2017

 

In un vecchio cortile, alla periferia di un paesino della bassa, negli anni di speranza fioriti al termine della grande guerra, erano nati a breve distanza due bimbi, da due famiglie amiche fra loro, due delle tante che occupavano quelle case di ringhiera immense nella loro dignitosa, complice ristrettezza. I due bambini divennero presto grandi amici, rinsaldando il legame già esistente tra le famiglie. Figli unici entrambi, li si poteva vedere correre nel cortile a piedi nudi e in braghe di tela nella bella stagione, come in pieno inverno a nascondersi dietro le cataste di neve, con la pianta del piede ormai insensibile al gelo per i buchi nelle scarpe logore, dentro maglioncini stinti e infeltriti, le mani allegre e indaffarate brillanti di rosa acceso nei punti indifesi dai guanti bucati. Crebbero insieme, perpetuando nel tempo l’amicizia dei loro nonni e dei loro genitori, gente che lavorava sodo la terra, dall’alba al tramonto curvi su campi limitrofi, da tempo immemorabile, confidando nell’ordine nel Signore, nella grazia della Natura e nelle loro forze per poter ogni notte coricarsi mantenendo accesa la fiammella della speranza per un domani meno duro. Con sacrifici non indifferenti, le due famiglie avevano acquistato due lembi di terra adiacenti, nel cimiterino di paese. Due monumenti affini, semplici ma dignitosi, che avrebbero accolto i defunti di famiglia. E i due ragazzi erano ancora piccoli quando persero i nonni. Se ne andarono tutti e quattro nel giro di breve tempo, senza aver mai conosciuto il mare, a godersi nell’aldilà la meritata pensione, dopo una vita di schiene piegate al sole, di sorrisi ostruiti dalle labbra screpolate, di carezze simili a ceffoni, date con mani ruvide, forti, callose. Il cordoglio unì ancora di più le famiglie. La domenica uscivano insieme e dopo la Messa si recavano al camposanto. I bambini aspettavano questo momento  per rivolgersi ai nonni con gioia, riferendo dei loro progressi a scuola, della bicicletta nuova, delle vacanze che si avvicinavano. Loro, i nonni, li guardavano sorridenti dai due monumenti vicini, e loro tornavano a casa contenti. Nel frattempo i genitori erano subentrati ai nonni alla conduzione dei campi, e i ragazzi crescevano piuttosto liberi e indipendenti. Non appena furono in età, scesero anche loro sui campi per aiutare nel mestiere. Al termine della scuola dell’obbligo, quello divenne automaticamente anche il loro lavoro. La sera adesso iniziavano ad uscire, insieme naturalmente. Insieme ebbero le prime esperienze,
con le ragazze, insieme tiravano tardi al circolino, insieme uscivano di casa al mattino per recarsi ognuno al proprio campo. Tutto procedette bene fino alla guerra. I ragazzi erano intorno ai vent’anni: nessuna speranza di non essere chiamati alle armi. Infatti la cartolina s’abbattè impietosa prima su uno e poi sull’altro, a pochi giorni di distanza.
E per la prima volta, e per cinque anni, i due ragazzi si separarono. Fu grande festa per le due famiglie quella mattina di gennaio quando il primo dei due ritornò a casa. Per un paio di giorni non fu in grado nemmeno di parlare, galleggiava su e giù per i sudori avvelenati di una febbre che lo portava anche a delirare, e ci mise oltre un mese prima di rimettersi del tutto. Naturalmente la gioia dei due piccoli nuclei famigliari non era completa. Trascorsero ancora alcuni mesi. Il ragazzo che era tornato a casa aveva ripreso il lavoro e una vita normale. Ma era più taciturno del solito, non rideva mai e, ciò che apparve più strano ai due papà e mamma, non chiedeva mai del suo amico.
Finchè, una sera di giugno, mentre la zona era sconvolta da un orrendo temporale, qualcuno battè alcuni forti colpi alla porta di casa della famiglia che ancora aspettava il figlio dalla guerra. Ora che anche l’altro ragazzo era tornato la vita sarebbe ripartita come prima. Nel giro di breve tempo però, anche questa famiglia dovette fare i conti con l’amara realtà di vedere il proprio figlio sì tornato, ma cambiato, come l’altro. Sempre zitto, sempre scuro in volto, niente pareva scuoterlo da un apatia misteriosa e indistruttibile.
I due ragazzi avevano ripreso il solito lavoro nei campi, ma nella loro vita non c’era più spazio per il legame d’amicizia che li aveva uniti dall’infanzia. Insensibilità e cinismo era quanto avevano ereditato dai cinque anni nei quali avevano visto migliaia di vite scoppiare al loro fianco, dovendo fin da subito convivere con l’idea che in ogni momento poteva toccare a loro. Così una volta tornati alla vita normale, stentando finanche a riconoscersi, non riuscirono,o non vollero, riaccendere l’antica complicità, azzerando ricordi ed esperienze vissute in comune. Un distratto cenno del capo, durante incontri per forza di cose frequenti ma mai voluti, era l’unico loro contatto. Passò del tempo, senza particolari novità. I due giovani erano ormai uomini adulti, soli oltre ogni dire. Nessuno dei due s’era sposato, e oltre ad ignorarsi vicendevolmente, erano ormai due estranei anche per i loro genitori, che invecchiavano senza alcuna luce consolatoria al fianco. Non avevano più la forza di lottare per far tornare quei giovani pieni di vita e entusiasmo che la guerra aveva dunque portato via per sempre. Un brutto giorno, i due uomini parlarono. Per un motivo futile, alzarono i toni fin da subito e scoppiò un litigio furibondo. Vennero alle mani e s’azzuffarono furiosamente, con la mancanza di pietà che faceva parte di loro da quando erano stati in guerra. e si separarono solo dopo essersi lasciati mezzi morti sul confine dei loro campi, sotto gli occhi degli esterrefatti genitori, accorsi ma impotenti a mettere fine alla disputa. Una nuova amarezza, per i due padri e le due madri, e fu forse anche questo, oltre alla spossatezza di una vita consacrata ai soli lavoro e famiglia, a condurli pochi mesi dopo a una prematura fine. Andarono a far compagnia ai nonni, nei monumenti di famiglia affiancati. Naturalmente  nessuno dei due uomini presenziò ai funerali dei genitori dell’altro.
Se per disgrazia s’incontravano al camposanto s’ignoravano, e ognuno dei due studiò le mosse e le abitudini e gli orari dell’altro per evitare quest’incontro. Peccato che avessero escogitato stratagemmi identici, e finissero per incontrarsi sistematicamente. In paese la loro rivalità divenne leggendaria. Ognuno di loro sparlava ferocemente dell’altro in assenza di quest’ultimo, e trovava terreno fertile presso gli infingardi perditempo che oziavano sulla piazza del paese. Questi s’arruffianavano i due citrulli, e raccoglievano confidenze, malignità, segreti del primo da spifferare al secondo, in cambio di qualche cesta di verdura o di frutta fresca. In molti casi, naturalmente, capitava che i due uomini avessero la stessa idea, e con irato disappunto si avvistavano fin da lontano, diretti entrambi alla piazza da vie opposte. Allora proseguivano oltre, offendendosi a morte con il pensiero, e dopo un infinito giro del paese ritornavano al proprio campo, stanchi morti. Naturalmente l’avversione tra i due cresceva e obnubilava le menti,
nessuno dei due riusciva a capire come potesse l’altro sapere tanto sul suo conto. Ognuno dei due aveva innalzato un alto steccato ai confini del proprio campo, e la sera giravano guardinghi sul proprio possedimento con lo schioppo carico. Erano sempre più snervati e tesi. Nessuno dei due andava in vacanza, per timore di scherzi da parte dell’altro, nessuno dei due si fidava ad assumere dei collaboratori, per temere che l’altro li corrompesse. E il destino beffardo volle che nel frattempo si vedessero di continuo. Non solo al camposanto, come specificato, ma anche all’acquisto delle sementi, dal carrozziere, in farmacia o più semplicemente per strada, voltando lo sguardo
verso il ciglio della strada (mai abbassandolo!) o fingendo di parlare con qualcuno. Venne anche per loro il momento d’invecchiare, sempre compressi nella loro smisurata, orgogliosa solitudine, e sempre fianco a fianco nei campi che non s’erano mai ingranditi delimitati da uno steccato che era il simbolo stesso della loro vita da decenni a questa parte.
Campi che vendettero quasi in contemporanea, non avendo nessuno cui lasciarli, e sui quali restarono a lavorare fino a spremere le forze residue in un ostinato, muto rancore. Morirono così, nel cortile dove avevano visto la luce ottant’anni prima o anche meno, in prossimità del nuovo millennio, che avevano guardato da fuori con una certa diffidenza, prima di giudicare forse che non ne valesse la pena farne parte. L’ultimo dialogo occorso fra loro era stato, quasi cinquant’anni prima, il feroce litigio. Una bellissima mattinata di settembre, il lavoro di riassetto dei due monumenti al cimitero fu terminato. Adesso c’erano due lapidi ampie, occupate da tre generazioni. Nella parte superiore di entrambe, al centro erano le effigi e le date relative ai nonni. Ma mentre in una, le immagini dei genitori erano in alto a sinistra, nell’altra erano in alto a destra. Così i due nipoti risultarono praticamente affiancati per l’eternità, soltanto separati da una rientranza fiorita. Quando scendeva la notte, la luce melliflua della luna accarezzava d’argento la lapide e le facce ingrugnite dei due uomini parevano guardare verso direzioni opposte.

 

LO SPARTITO INCANTATO

30 MARZO 2017

 


Rho | Domenica 2 aprile ore 16

Auditorium di via Meda

LO SPARTITO INCANTATO

spettacolo musicale per bambini dai 4 ai 10 anni

Due attori e un quintetto d’archi introducono i bambini al mondo della musica classica, facendo ascoltare diverse tipologie di brani eseguiti dal vivo (opera lirica, sinfonica, composizioni per violino), dialogando con i compositori (Vivaldi, Bach, Mozart, Beethoven, Rossini e Verdi) e insegnando ai più giovani cosa sono e chi sono lo spartito, il foglio pentagrammato, il direttore d’orchestra, il compositore e i musicisti professori d’orchestra. Un viaggio musicale e narrativo ricco di fascino e meraviglia.

Con gli artisti di Ars Nostra su testo di Elena Ticozzi Valerio e la partecipazione straordinaria dell’attore-musicista Stefano Menegale e Michele Radice.

Informazioni ed orari prevendita abbonamenti e biglietti
CentRho, piazza San Vittore 22, Rho
16.30 / 19.30 dal martedì al venerdì
11,00 / 19.00 il sabato
e un’ora prima degli spettacoli presso l’Auditorium di Via Meda

 

NUOVO SINGOLO PER CHIARA RAGNINI

24 MARZO 2017

 

Un colpo di pistola è il nuovo singolo di Chiara Ragnini

La songwriter ligure torna con una canzone a cavallo fra drum'n'bass e rock, corredato da un video dalle immagini forti, che anticipa il nuovo album, La Differenza, in uscita il 28 aprile


E' uscito venerdì 17 marzo nelle radio e negli store Un colpo di pistola, il nuovo singolo della songwriter ligure Chiara Ragnini, ad anticipazione del secondo album La Differenza, in uscita il 28 aprile per CREA Media su distribuzione Sounday.

A cavallo fra drum'n'bass e rock, ad anticipare la nuova dimensione dell'artista che abbandona, così, la comfort zone dell'acustico per vestirsi di electro-pop, la canzone racconta di un rapporto corrotto fra due amanti: la violenza non si esprime solo con e verso il corpo ma anche con le parole, con il silenzio, con l’umiliazione, con la mancanza di complicità, di rispetto, di fiducia.

IL VIDEO SU YOUTUBE

» https://www.youtube.com/watch?v=pToEEu5iDrI

“E’ una canzone che tratta un tema molto delicato - spiega Chiara Ragnini - ma che purtroppo è ispirato da tante storie ascoltate in questi anni, alcune delle quali hanno visto coinvolte persone a me vicine”.

Il video rispecchia il contenuto del brano, giocando sul contrasto fra l'idillio di una relazione agli albori e la sua evoluzione distorta: l'amore brucia, così, come un colpo di pistola, aprendo ferite ma senza lacerare fino in fondo. La regia del videoclip è di Megan Stancanelli, "una giovane regista donna che ho voluto per valorizzare al meglio l'anima della canzone”.

Il singolo, come l'album, è stato registrato presso l'Ithil World Recording Studio di Imperia ed affidato al sound engineer Giovanni Nebbia al mixing e mastering (Romina Falconi, Dardust, Nesli, Eugenio Finardi) e vede la partecipazione di Max Matis al basso e la produzione del giovane beatmaker Roggy Luciano al fianco di Chiara negli arrangiamenti.

CHIARA RAGNINI

www.chiararagnini.it

Sonorità a cavallo tra pop ed elettronica, testi malinconici e taglienti: è la cifra stilistica di Chiara Ragnini, cantautrice ligure attiva da anni nella scena musicale indipendente. Chiara ha perfezionato la tecnica vocale e la scrittura, frequentando masterclass e workshop con alcuni dei migliori autori e cantanti in Italia, da Paola Folli a Saverio Grandi fino a Carl Anderson.

Nel corso degli anni Chiara ha vinto diversi riconoscimenti, partecipato a festival e rassegne, ottenuto passaggi radiofonici e televisivi. Nel 2011 ha pubblicato Il giardino di rose, un disco dal sapore folk-pop che le è valso la stima di pubblico e addetti ai lavori.

Un seguito che negli ultimi mesi ha permesso a Chiara di sperimentare una campagna di crowdfunding su Musicraiser per finanziare il suo nuovo disco La Differenza, in uscita il 28 aprile 2017. L’operazione si è rivelata un successo clamoroso, con la partecipazione di centinaia di sostenitori e la raccolta di oltre il doppio dell’importo inizialmente prefissato.

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Marika Amoretti | CREA Mediawww.creamedia.it

 

NUOVO APPUNTAMENTO PER EQUIVOCI MUSICALI

15 MARZO 2017


Rho | Sabato 18 Marzo 2017 ore 21

MORRICONE, MUSICA DA OSCAR

La Stagione di Musica Classica del Comune di Rho,organizzata da CSBNO e Scenaperta, in collaborazione con L’Assessorato alla Cultura ed EquiVoci Musicali, prosegue con un appuntamento straordinario e imperdibile dedicato alle colonne sonore del grande Maestro Ennio Morricone.

Sul palco l'ensemble Le Muse diretto dal M° Andrea Albertini, che ha rielaborato i famosi brani che hanno dipinto gli spaghetti western di Leone (C’era una volta il west, Il buono, il brutto e il cattivo, Giù la testa), le magiche atmosfere di The Mission, le tinte più moderne di Malena, Nuovo cinema Paradiso. Ascolteremo anche un Morricone meno noto, autore di indimenticate canzoni come Here’s to you, cantata da Joan Baez. Sul palco infatti vi sarà anche il mezzosoprano Rachel O'Brien che insieme a Ruggero Cioffi è direttrice artistica della rassegna.

Informazioni e biglietti

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Tel.: 02 93332.238 – 269 – 518

CentRho, piazza San Vittore 22, Rho
16.30 / 19.30 dal martedì al venerdì
11,00 / 19.00 il sabato
e un’ora prima dello spettacolo al botteghino dell’Auditorium di Via Meda

 

 
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